Il Grillo Parlante – Direzione Nazionale Pd
29.06.2009
di il Grillo Parlante
A Roma si riunisce la direzione nazionale del Pd. Dovrebbero innanzi tutto ripassare la storia. Magari anche solo quella recente. Il primo luglio di 15 anni fa, Massimo d’Alema fu eletto segretario del Pds in guerra con Walter Veltroni.
Oggi si prepara il replay di quel dualismo scontato e consumato, con i due ex Pci-Pds-Ds ecc. che tirano i fili di Franceschini e Bersani, controfigure di un gioco che i più conoscono, nessuno vuole, tutti accettano. E’ la riproposizione di una commedia riciclata, diventata farsa e pronta a sfociare in tragedia. Ecco perché, nel Pd impegnato a reclutare i combattenti e allineare le truppe (di qua i veltroniani pro Franceschini, di là i dalemiani pro Bersani), c’è chi cerca il “terzo” candidato da far scendere in pista.
Debora Serracchiani è spinta dalla “rete” alla “roupture”, in alternativa ai due big. Ma, passata l’euforia dopo l’explot delle europee, le sue chanches sono già in calo: è stata solo abile – dicitur – “a farsi cooptare alla prima occasione”, ennesima espressione del solito nuovismo senza contenuti. Sarà “bruciata” definitivamente quando Franceschini la proporrà quale sua “vice”.
L’antico consigliere di D’Alema, Massimo Velardi, non ha dubbi: “Per salvare il Pd ci vuole “un giovane che sembri pazzo, come lo sembrava pazzo Bossi quando cominciò a girare per le sue valli. Ci vuole uno che prima di tutto deve metter paura al suo quartier generale. Uno capace di aprire una guerra sanguinosa”.
Il saggio Emanuele Macaluso (che lavorò con Di Vittorio, Togliatti e Berlinguer) non si fa illusioni e dopo l’annuncio di ieri di Franceschini, dice: “E’ stato un esordio penoso. Roba fritta e rifatta, sconfitta e risconfitta”. E su Bersani che vuole rivitalizzare la sinistra: “Anche Pietro Ingrao voleva rifare la sinistra, ma su una linea sbagliata”.
Conclude Macaluso: “I due capisaldi di una linea giusta restano l’uguaglianza e il progresso. Ma non c’è stato un lavoro per ridare alla sinistra valori, ideali, culture, programmi tali da produrre una nuova identità in continuità con la sua storia, ma soprattutto guardando al futuro e ai grandi cambiamenti”.
Alla direzione del Pd si parla d’altro: di regole interne, di tempi e modalità del congresso. Si contano amici e nemici. Requiescat in pace.


























