11..03.2010
Prende corpo anche a Longobucco lo “sciopero del non voto” in occasione delle prossime elezioni regionali. L’iniziativa, partita dai giovani del Comitato Cittadino, tira su ogni giorno consensi nella popolazione e il Comitato ha già raccolto circa 800 schede elettorali fra i cittadini del centro abitato e le frazioni. Nei giorni scorsi alla protesta hanno aderito anche i Lavoratori LSU e LPU operanti nel Comune. Nel corso di un’assemblea appositamente convocata, infatti, gli stessi hanno deciso, quasi all’unanimità, di raccogliere le proprie schede elettorali. L’iniziativa dei giovani fa seguito alla grande manifestazione organizzata dallo stesso Comitato, nelle scorse settimane, davanti alla sede municipale, che ha raccolto l’adesione di centinaia di cittadini. Tre i punti fondamentali della protesta: Messa in sicurezza della statale 177 e dell’intero centro abitato, dopo l’alluvione dello scorso settembre; Completamento dei lavori di costruzione della strada Sila-Mare lungo il Fiume Trionto e Realizzazione di progetti finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro soprattutto nel campo della Forestazione. I giovani e i cittadini si sentono abbandonati dalle istituzioni. Si vive il dramma della mancanza assoluta di lavoro, soprattutto fra le nuove generazioni.
Dopo la chiusura dei cantieri forestali che per decenni hanno mantenuto in vita questa comunità (nel corso di pochi decenni si sono persi circa 800 posti di lavoro nel settore), il lavoro è diventato una chimera e pochissimi hanno trovato modo di rimanere nella propria comunità è, infatti, ripresa la nuova emigrazione verso le città del Nord o all’estero soprattutto da parte di giovani diplomati e laureati e delle nuove coppie. La popolazione vive una continua emorragia e in pochi anni si è scesi a poco più di tremila abitanti sparsi fra il centro e le cinque frazioni di Destro, Ortiano, Manco, San Pietro in Angaro e Cava di Melis. L’alluvione dello scorso settembre ha scoperto drammaticamente la situazione di grave dissesto idro-geologico presente su tutto il territorio comunale.
La statale 177, unica arteria di collegamento con la fascia Ionica, ha subito enormi danni ed è a rischio chiusura. La nuova strada in costruzione lungo il Trionto, la Sila – mare, è ancora lontana dall’essere completato e si spera nei prossimi mesi almeno nella realizzazione di una bretella che la colleghi con la statale 177 nei pressi del bivio della Frazione Ortiano che by passi tutta la zona a rischio frane della statale stessa. I giovani intendono, mediante lo sciopero del non voto, richiamare l’attenzione delle istituzioni competenti, sulla difficile situazione esistente e richiedere urgenti interventi prima che gli eventi decretino la scomparsa di questo centro. Una grave situazione di pericolo esiste anche nelle varie frazioni, le strade soprattutto quelle della frazione Manco, sono impraticabili.
La situazione, negli ultimi tempi, se possibile, si è ulteriormente aggravata mentre, allo stesso modo, l’esasperazione della gente è cresciuta al punto che è stato occupato il Comune, sono stati chiusi negozi e attività commerciali, indetti vari cortei e manifestazioni. Tutto nella speranza di accendere un riflettore su questa difficile situazione. Il comitato è sorto in modo “spontaneo”. Un gruppo di giovani che, tenacemente, intendono rimanere nella propria terra proponendo risoluzioni sollecitando progetti e non solo lamenti. “Non andremo a votare” ripetono i giovani, impegnati a bussare a ogni porta per raccogliere le schede della protesta. Vedremo nei prossimi giorni se alla protesta dei giovani si unirà l’intera popolazione e se il richiamo di candidati e partiti sarà più forte della voglia di cambiare espressa dai giovani.