Ignoti si sono introdotti la notte scorsa nella scuola media statale Vincenzo Padula di Mirto Crosia, provocando fortunatamente danni non gravi. Hanno scavalcato la ringhiera, rotto una saracinesca e da lì hanno dato spettacolo del loro essere niente altro che bulli senza arte né parte, imbrattando alcuni muri con scritte a dir poco disdicevoli, strappando alcuni registri di classe e tentando di forzare una porta blindata
senza riuscirci.
Questo scempio è stato trovato dagli alunni ieri mattina al suono della prima campanella, dai professori e dal dirigente scolastico Patrizia D’Amico, che sconcertata per l’accaduto ha spiegato che «questi atti vandalici non fermeranno il lavoro che i ragazzi, i professori e i genitori stanno portando avanti con tanto impegno e forza di volontà. È un fatto che ci rattrista profondamente, ma che allo stesso tempo ci fa capire che niente e nessuno potrà fermarci». La stessa, qui a Mirto da pochissimi mesi, ha parlato di un progetto significativo per la scuola che è il “Progetto Scuola Pulita”, che coinvolge non solo gli alunni, ma i loro stessi genitori, impegnati in piccoli lavori di manutenzione per rendere la scuola molto più accogliente.
Dai ritocchi di pittura, a tutti gli accorgimenti per rendere la stessa una seconda casa per i ragazzi. All’apertura della scuola e visto il fatto, sono stati chiamati i carabinieri della stazione locale di Crosia, che hanno effettuato i dovuti sopralluoghi. È stata fatta una denuncia contro ignoti, nella speranza che i colpevoli vengano individuati. La dirigente scolastica D’Amico ha ricordato i lavori recenti di sostituzione di tutte le caldaie, preventivamente blindate e ha parlato della necessità di installare delle videocamere, di cui a breve l’amministrazione comunale dovrebbe occuparsi.
La scuola è a tutti gli effetti una comunità che educa, che completa l’insegnamento della famiglia quando i ragazzi non sono a casa. È un vero e proprio approccio alla vita, un tesoro infinito di pensieri, idee e modi di essere per ognuno degli alunni che ne fa parte. È per questo che tutto ciò che la compone, dai banchi, alle sedie, ai singoli gessetti, deve essere preservato allo stesso modo degli oggetti che si hanno nella propria casa. I bulli o vandali che dir si voglia che si sono permessi di fare tutto ciò e che ci auguriamo non facciano parte della scuola, non sarebbero poi così contenti se qualcuno entrasse nel proprio mondo e si permettesse il lusso anche solo di rovinare una delle loro “cose”. Il sentirsi forti o “fare i belli” non si dimostra con la prepotenza o con atti vili di questo genere e chissà che prima o poi anche loro non lo capiscano!
di Teresa Parrilla (Calabria ora)