Ignoti si sono introdotti la notte scorsa nella scuola media statale Vincenzo Padula di Mirto Crosia

media statale Vincenzo Padula di Mirto Crosia 2011

    Ignoti si sono introdotti la notte scorsa nella scuola media statale Vincenzo Padula di Mirto Crosia, provocando fortunatamente danni non gravi. Hanno scavalcato la ringhiera, rotto una saracinesca e da lì hanno dato spettacolo del loro essere niente altro che bulli senza arte né parte, imbrattando alcuni muri con scritte a dir poco disdicevoli, strappando alcuni registri di classe e tentando di forzare una porta blindata
senza riuscirci.

   Questo scempio è stato trovato dagli alunni ieri mattina al suono della prima campanella, dai professori e dal dirigente scolastico Patrizia D’Amico, che sconcertata per l’accaduto ha spiegato che «questi atti vandalici non fermeranno il lavoro che i ragazzi, i professori e i genitori stanno portando avanti con tanto impegno e forza di volontà. È un fatto che ci rattrista profondamente, ma che allo stesso tempo ci fa capire che niente e nessuno potrà fermarci». La stessa, qui a Mirto da pochissimi mesi, ha parlato di un progetto significativo per la scuola che è il “Progetto Scuola Pulita”, che coinvolge non solo gli alunni, ma i loro stessi genitori, impegnati in piccoli lavori di manutenzione per rendere la scuola molto più accogliente.

   Dai ritocchi di pittura, a tutti gli accorgimenti per rendere la stessa una seconda casa per  i ragazzi. All’apertura della scuola e visto il fatto, sono stati chiamati i carabinieri della stazione locale di Crosia, che  hanno effettuato i dovuti sopralluoghi. È stata fatta una denuncia contro ignoti, nella speranza che i colpevoli vengano individuati. La dirigente scolastica D’Amico ha ricordato i lavori recenti di sostituzione di tutte le caldaie, preventivamente blindate e ha parlato della necessità di installare delle videocamere, di cui a breve l’amministrazione comunale dovrebbe occuparsi.

    La scuola è a tutti gli effetti una comunità che educa, che completa l’insegnamento della famiglia quando i ragazzi non sono a casa. È un vero e proprio approccio alla vita, un tesoro infinito di pensieri, idee e modi di essere per ognuno degli alunni che ne fa parte. È  per questo che tutto ciò che la compone, dai banchi, alle sedie, ai singoli gessetti, deve essere preservato allo stesso modo degli oggetti che si hanno nella propria casa. I bulli o vandali che dir si voglia che si sono permessi di fare tutto ciò e che ci auguriamo non facciano parte della scuola, non sarebbero poi così contenti se qualcuno entrasse nel proprio mondo e si permettesse il lusso anche solo di rovinare una delle loro “cose”. Il sentirsi forti o “fare i belli” non si dimostra con la prepotenza o con atti vili di questo genere e chissà che prima o poi anche loro non lo capiscano!

di Teresa Parrilla (Calabria ora)