Il cenone di Capodanno. Ristoranti pieni? Mah, tagliano i prezzi. C’è chi ha abbassato la quota anche del trenta per cento rispetto all’anno scorso

cenone 2011

   Ristoranti pieni? Mah. La filosofia spicciola la butterebbe sull’eterna diatriba (con l’accento sulla prima a) tra il bicchiere mezzo pieno e quello mezzo vuoto. Certo è che per il cenone di Capodanno, parecchi ristoranti tra Cosenza e Rende hanno abbassato i prezzi anche di quindici, venti euro a persona, qualcuno li ha mantenuti invariati ma nessuno ha ritoccato le cifre verso l’alto.

   Per l’abbuffata di San Silvestro, con il tradizionale contorno di musica, trenini, calici e bollicine, dalle nostre parti si spenderanno dai cinquanta ai centocinquanta euro a persona. Spulciando tra le prenotazioni viene fuori che a riempire i tavoli dei locali dell’area urbana saranno solo i Cosentini tout court, a differenza degli altri anni quando, invece, arrivava diversa gente anche da fuori provincia.

   Ergo: un conto è dire che la crisi non c’è (e invece c’è eccome) altro è sottolineare come la gente non voglia, in ogni caso, rinunciare a certi riti, magari spendendo di meno. Anche perché, come sempre e forse a maggior ragione adesso, il cenone è un’usanza più che altro casalinga. Chi va fuori, invece, anche spendendo cinquanta euro può cenare bene con seppie, gamberi, zampone e vino bianco. Naturalmente più si sale col prezzo e più ampia è l’offerta, la qualità non cambia ma ci sono "gadget" in più, tra servizi bar e musica dal vivo.

   Quanto al menu prevale la tradizione con l’alternanza di carne e pesce, per esempio al Girone dei Golosi, da Al Punto e all’Antica Dattoli, e c’è anche chi propone varianti semplici ma originali. All’Osteria Arenella sarà così, accanto al pesce non mancheranno zampone, cotechino e le classiche benauguranti lenticchie. Varia l’offerta dell’Antica Locanda, che organizza il cenone ad Altomonte a base di pesce fresco, ostriche, caviale e free bar per tutta la notte. I quattro primi e i quattro secondi di Calabria Bella scartano dal percorso con alcune varianti come, ad esempio, gli strigoli con ricotta, pesto e gherigli di noce. Nessuno farà mancare le lenticchie, né al ristorante né a casa; una cucchiaiata e alé, tutti a sognare una pioggia di monete come zio Paperone, sperando di non alzarsi il mattino dopo con la bocca amara… per gli stravizi naturalmente.

di Luigi Carbone (Gazzetta del Sud)