Fra le tante tradizioni natalizie che resistono a Longobucco, una fra le più significative è senz’altro “a focarina e l’emigrati”, il falò degli emigranti, che viene allestita ogni anno, la vigilia di Natale, nella piazza Monumento, dove è presente un sacrario realizzato interamente con pietra proveniente dal Carso per ricordare i caduti di tutte le guerre. Il falò viene preparato a cura di Pierino Vennari, (per lunghi anni emigrato in Germania e da qualche anno ritornato nella propria terra. I tanti tronchi di albero, raccolti nelle settimane precedenti la vigilia, vengono sistemati nella piazza, e accessi qualche ora prima dell’inizio della Santa Messa della Natività.
Al centro del falò, fedeli ad una tradizione lontana decenni, viene fissato un piccolo albero di pino addobbato con arance che arderà durante la notte. Il fuoco oltre ai significati religiosi della Luce, rappresentata dalla nascita del Signore, è dedicato ogni anno ai tanti longobucchesi costretti dalla mancanza di lavoro a lasciare la propria terra per trasferirsi soprattutto in Germania, dove molti ancora risiedono. Un pensiero speciale viene rivolto anche ai tanti che in terra straniera hanno perso la propria vita e non hanno fatto più ritorno a casa.
Quest’anno, particolarmente, si è voluto ricordare un amico, operaio per tanti anni presso una fabbrica metallurgica in Germania, scomparso lo scorso mese, Pino Aurea, fratello di Mimmo Aurea cultore egli stesso della tradizione del falò. “Difendere le tradizioni natalizie –ha dichiarato Pierino Vennari- e quella dei falò in particolare, è un modo sicuramente suggestivo di ricordare i tempi della nostra infanzia e adolescenza. Si andava con il gruppo degli amici e coetanei del rione, per i boschi, alla ricerca di pezzi di alberi, e zucche, da caricare sui carretti costruiti artigianalmente, per trasportare la legna raccolta nelle “rughe” in attesa delle vigilie delle varie festività natalizie.
Era anche una gara tra ragazzi dei rioni di Longobucco, fra chi riusciva a raccogliere più legna e allestire a focarina più grande e più bella. Con gli anziani del paese, le nonne, che ancora vivevano nelle nostre case, -dice Vennari- passavamo lunghe ore davanti a quei falò per sentirci raccontare le storie e le favole belle che tanto attiravano l’attenzione di noi ragazzi. Forse oggi computer e altri sofisticati mezzi elettronici riescono ad attirare l’attenzione dei giovani, ma la nostra iniziativa vuole dare il senso di un passato ancora vivo che ha reso forte la nostra comunità, composta da quelli che sono restati in paese e coloro che per motivi di lavoro sono andati via, soprattutto dei tanti che non hanno fatto più ritorno a casa, come il nostro amico Pino Aurea che abbiamo voluto quest’anno ricordare”. L’accensione del falò è avvenuta alla presenza del sindaco Luigi Stasi e di molti cittadini.
di Francesco Madeo