“I pastori poi se ne tornarono glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro” (Lc 2,20). Carissimi fratelli e sorelle, come i pastori che ritornano dopo aver contemplato il Bambino nella culla di Betlemme, anche noi ci incamminiamo nei primi passi che questo nuovo Anno ci mette dinanzi, “glorificando e lodando Dio» per tutti quei doni che Egli ha voluto elargirci, ma anche continuando a chiedere tutti quei doni che ancora sembrano mancare alla nostra umanità, quei doni che Egli ci affida perché siamo noi ad inscriverli più incisivamente nella storia umana. Primo fra tutti, il dono della pace.”
A tutti voi do il benvenuto in questa Cattedrale, salutando in modo affettuoso e particolare le Aggregazioni laicali che si ritrovano come di consueto con il Vescovo: da questo appuntamento voi, carissimi laici, siete esortati a riconoscervi come strumenti importanti, attraverso i quali la Chiesa interviene nel mondo per scrivere pagine di pace nella storia umana, per ricordare quell’annuncio di Betlemme nel quale gli angeli cantavano, assieme alla nascita del Bambino, l’arrivo della pace: «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà, agli uomini amati da Dio». Ma tutti gli uomini sono amati da Dio: la pace, dunque, è per tutti gli uomini, la cui volontà diventa buona proprio grazie all’amore di Dio che Gesù viene a portare.
Ecco, allora, perché si può chiedere la pace: perché, come diceva Isaia, è Dio stesso che l’ha fatta germogliare sulla terra, facendola germogliare come desiderio e anelito nel cuore umano. L’amore di Dio plasma il cuore umano e lo educa a desiderare e a fare la pace. Ed ecco che comprendiamo perché Benedetto XVI, nel suo Messaggio, lega quest’anno il tema della pace al tema dell’educazione: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace educare alla vita e alla trascendenza, alla verità e alla libertà, alla coscienza morale e alla giustizia; educare a saper rivolgere lo sguardo a Dio, riconoscendosi suoi figli. Sono i punti cardinali di una vera educazione alla pace, quei punti che possono permettere di ricostruire un mondo più giusto a partire da quella che, nella mia Lettera Pastorale, ho voluto definire «La ricchezza educativa”. In una società disorientata, i giovani hanno bisogno di questi punti cardinali, per ritrovare l’orientamento e la speranza nel futuro. «La terra ha dato il suo frutto», canta oggi il Salmista; e la speranza nasce da questa certezza. Sì, dalla terra coltivata con amore germoglia il frutto della giustizia e della pace. Dal cuore umano plasmato ed educato, nasce la pace vera, quella che il Dio Bambino ha portato nascendo nel cuore dell’uomo.
La terra darà il suo frutto di pace, cari amici, se noi sapremo coltivare, curare, educare: ogni atto che la Chiesa compie è un atto educativo, perché mira a tirar fuori dall’uomo la bellezza della sua verità e perché è un atto di maternità. Ce lo insegni Maria, che proprio oggi celebriamo nel suo essere Madre di Dio. A Lei affidiamo l’invocazione della pace e la cura dei nostri giovani. E, attraverso di Lei, chiediamo che in questo Anno che inizia, “ci benedica Dio, il nostro Dio”.
Così sia!
di ad