Il sito del Comune di Longobucco ospita una riflessione del sindaco Luigi Stasi. Una sorte di riflessione in vista dell’imminente fine mandato prima delle elezioni di primavera 2012. «Lo spopolamento ci pone ogni giorno problemi che non eravamo abituati ad affrontare. La nostra azione amministrativa – scrive Stasi – è stata diretta sin dall’inizio a non far decadere le condizioni di vita attuali.
Giunti quasi al termine del mandato – scrive il primo cittadino – possiamo ritenerci soddisfatti. Certo avremmo potuto fare di più se le condizioni in cui ci siamo mossi fossero state più favorevoli. Mi si spezza il cuore al pensiero che al nostro fianco, a fronteggiare questa continua emergenza, sono sempre meno numerosi i giovani, i professionisti, gli intellettuali, gli imprenditori; insomma coloro che avrebbero potuto mettere in campo energie fresche per abbattere il pessimismo ed intraprendere iniziative capaci di rigenerare il tessuto sociale». «Longobucco – continua Stasi – ha un grande patrimonio artistico, tessile, naturale, storico, culturale e tradizionale da offrire a coloro che vogliono trascorrere qualche giornata in un clima sereno ed ospitale. Una storia ricca di avvenimenti che ha dato della “terra libera” di Longobucco un’immagine positiva, di fascino, stima e passione.
Longobucco ha vissuto un periodo di prosperità e di crescita economica intorno agli anni 70-80, grazie all’occupazione nel settore della forestazione. La storia – scrive Stasi – ci parla di un passato anni) in cui i longobucchesi furono minatori, tessitrici, potatori, raccoglitori di olive, briganti, segantini e braccianti forestali. Una storia ricca di avvenimenti che ha dato della “terra libera” di Longobucco un’immagine positiva, di fascino, stima e passione». «L’ospitalità di questo borgo – conclude il sindaco Stasi -, abbarbicato alle falde della Sila Greca, ha travalicato i confini dell’Italia ed ha attirato viaggiatori e visitatori che, come Norman Douglas, hanno apprezzato le virtù di un popolo che ha saputo nel corso dei secoli acquistare un’identità distintiva ed ha fatto della tessitura artistica un connotato unico».
di Francesco Madeo (Il Quotidiano della Calabria)