Cartelle pazze anche a Crosia. Consegnati circa 3000 avvisi

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   Se siano “pazze” o meno questo non lo sappiamo, ma di certo non sono stati molto contenti i tanti cittadini di Crosia, che in questi giorni si sono visti recapitare a casa, a mezzo di raccomandata, delle vecchie cartelle Ici da pagare, relative agli anni 2005 e 2006. A quanto pare i postini hanno avuto un gran bel da fare, perché sono state circa tremila le cartelle che hanno consegnato in brevissimo tempo.

    Ed è così che la popolazione “insorge” e non ci sta, anche perché, come sempre accade, per “riempire” nuovamente le casse comunali, si cerca di svuotare quella dei cittadini, già oberati di tasse fino al collo e stressati da una vita abitudinaria, di solo lavoro, per chi il lavoro ce l’ha, e che ormai campa alla “misera giornata”. Ed ecco che non bastava la “manovra Monti” che ha inserito la nuova tassa Imu, che ci volevano pure pagamenti di Ici arretrati. La parola a questo punto la prende il movimento per la tutela del cittadino, che sulla base delle centinaia di contestazioni dei “crosioti”, conseguenti proprio a quanto spiegato sopra, si fa una domanda e si dà una risposta:«E’ possibile sapere quali sono i termini prescrizionali relativi al pagamento dell’Ici?»

   Questa la risposta:«I comma 1 e 2 dell’articolo 11 del D. Lgs. 504/92  prevedevano termini di controllo diversi a seconda dell’infrazione accertata e, quindi, della tipologia dell’atto amministrativo da notificare. La legge del 27 dicembre 2006 n. 296, all’articolo 1, comma 161 (Finanziaria 2007) prevede che gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio, compresa l’Ici, devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

    Il comma 171 dell’articolo 1 della predetta legge n. 296/2006 dispone, altresì, che le nuove disposizioni relative alla gestione dei tributi locali, tra cui la nuova procedura di accertamento Ici, si applichino anche ai rapporti di imposta pendenti al 1°gennaio 2007, data di entrata in vigore della Finanziaria 2007». «Ne deriva -conclude il comitato a tutela del cittadino- che l’Amministrazione aveva il potere di accertare ogni tipo di violazione entro il 31 dicembre 2011, in quanto, diversamente, si avrebbe un rapporto d’imposta ancora pendente, in merito al quale troverebbe applicazione, per effetto dell’art. 1 comma 171, la nuova disciplina che dispone un unico termine quinquennale di accertamento per l’Amministrazione stessa».

di Teresa Parrilla (Calabria ora)