Longobucco diventa infuocata la campagna elettorale: “Il Sindaco non dia lezione di Democrazia e correttezza a nessuno!” E’ questa la dura replica a Luigi Stasi…

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    “Il Sindaco non dia lezione di Democrazia e correttezza a nessuno!” E’ questa la dura replica a Luigi Stasi, contenuta in un documento a firma di Pdl, Udc, Democratici fino in fondo, Giovani per Longobucco e Frazioni e gruppo Socialisti, alleanza trasversale che esprimerà Eugenio Celestino quale candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative.

   “La prossima campagna elettorale –scrivono- sarà come ci si augura "civile" se al posto dei soliti slogan o accuse si contrapporrà un confronto franco e costruttivo basato su idee e progetti. Come appunto sta facendo la nostra nascente coalizione, che invece di decidere e restare chiusa nelle quattro mura di una sezione, dialoga con la gente ed ha già svolto tre assemblee pubbliche cittadine al centro e alle frazioni. Una coalizione alternativa all’attuale gestione pubblica –affermano- che tanti danni ha creato al nostro paese, fatta di immobilismo e piagnistei che hanno fatto perdere alla comunità anni importanti e fondamentali  per lo sviluppo e la rinascita del nostro borgo.

   La coalizione che si opporrà all’attuale status quo, sarà composta da uomini e donne che godono fiducia e stima nella popolazione. Avrà l’adesione e l’appoggio di varie formazioni politiche trasversali alle solite alleanze, di movimenti e associazioni.  Un’alleanza democratica che nasce per salvare il paese ripercorrendo la linea che ha determinato a livello nazionale l’unione fra partiti e coalizioni alternative per fronteggiare l’attuale emergenza e unire le forze migliori e disponibili. In essa –è ancora scritto nel documento- troveranno posto giovani, uomini, donne  e persone che hanno già maturato anni di esperienza nella vita politica e amministrativa, che sarà messa a servizio di un comune progetto. Esperienze diverse che arricchiranno senza alcuna etichettatura l’alleanza e contribuiranno al rilancio e allo sviluppo del nostro paese. E’’ davvero singolare –accusano i firmatari del documento- che dall’altra parte sindaco uscente  e Pd vogliano dare lezioni di democrazia e trasparenza dopo una gestione, da tutti considerata fallimentare, come quella che li ha visti protagonisti negli ultimi cinque anni e dove nel tentativo di creare alleanze ufficiali il  PD ha dimostrato la propria incapacità politica ‘isolamento, costretto ad inventarsi l’alleanza  con un partito che non c’è (I Socialisti) e vedersi rifiutati anche dall’Udc  avendo imposto loro il nominativo preconfezionato del candidato  sindaco senza alcuna riflessione e discussione nel merito.

    Dalla nostra parte invece il progetto riuscito di aggregare forze e opinioni diverse per il bene di tutti.  Circa la polemica sollevata sul gruppo dei “Democratici fino in Fondo” e l’indicazione quale candidato sindaco di Eugenio Celestino, ricordiamo a chi ha vuoti di memoria, (tipico di chi sente che il terreno del consenso frana sotto i propri piedi) le varie proposte  fatte da tutti i componenti dell’alleanza al Pd, quella di chiedere ai due contendenti (Stasi e Celestino un passo indietro per favorire candidature che potessero unire le forze politiche e la comunità) proposta sempre rifiutata dallo steso Pd (anzi dalla maggioranza del suo comitato direttivo mai eletto da nessun organo democratico del partito).

   Solo alla luce del gran rifiuto del Pd abbiamo discusso e deciso all’unanimità la scelta di Eugenio Celestino quale candidato sindaco, ritenendo la stessa non paragonabile a quella del sindaco  uscente Stasi (navigato uomo politico, burocrate, nell’apparato dei partiti da quasi 40 anni) con quella di Eugenio Celestino, espressione del mondo giovanile che ha dimostrato con i fatti le proprie capacità amministrative pur avendo ricoperto nell’ultima consiliatura ruoli di opposizione. Infine, circa le cose fatte o inventate dalla passata amministrazione, riteniamo rappresentino il solito bla bla bla di una classe politica povera di idee, progetti e iniziative.  Incapace perfino di produrre alla fine del proprio mandato amministrativo, un minimo di rendiconto amministrativo. Crediamo che questo basti per certificare il  proprio fallimento.

di Francesco Madeo (il Quotidiano della Calabria)