Longobucco ancora senza carburante

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   A più di quattro giorni dalla conclusione dello sciopero degli autotrasportatori, L’unica stazione di servizio operante nella principale piazza Matteotti non è stata ancora rifornita. Continuano dunque i disagi da parte dei cittadini, soprattutto dei pendolari che giornalmente sono obbligati a fare uso della propria autovettura per recarsi a lavorare nei paesi limitrofi, soprattutto Rossano e Cosenza.

   Una situazione insostenibile che costringe molti a fermare le proprie attività. Tra i servizi maggiormente colpiti quelli dello scuolabus comunale, che da sabato non è in grado di assicurare il servizio di trasporto alunni nelle frazioni proprio a causa della mancanza di carburante e del reparto manutenzione. Altro settore che potrebbe subire problemi è quello della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

   Al momento tale servizio, come informa un comunicato dell’azienda Sicilia Verde, è stato assicurato “grazie all’impegno delle maestranze, del capo squadra Mosè Madeo e dalla collaborazione dei sette operai e autisti in servizio presso la stessa azienda che da poche settimane è titolare del servizio, rispetto ai comuni limitrofi, sono riusciti a svolgere il servizio di raccolta e pulizia, mantenendo pulite le strade del paese, superando gli ostacoli determinati dallo sciopero e dalla chiusura delle discariche”.

   In relazione a quest’ultimo problema, l’azienda informa che “per evitare il fastidioso accumulo della spazzatura nelle strade, sono stati predisposti appositi container ad uso stagno chiusi. Inoltre che la pulizia ha riguardato anche le zone ricadenti nel Parco Nazionale della Sila”.  La situazione è resa ancor più difficile dalle condizioni atmosferiche negative presenti su Longobucco e sull’altopiano silano.

   Ieri si era sparsa la voce di un arrivo del carburante, aspettativa andata poi delusa che ha fatto ancor più elevare la rabbia dei cittadini. Non si sa al momento se il problema verrà risolto nelle prossime ore. Ancora una volta, dunque, le zone interne e di montagna, pagano un prezzo altissimo fatto di disagio e carenza di servizi necessari, rispetto ai centri più grossi ricadenti lungo la fascia marina dove peraltro sembra che la situazione non sia al momento del tutto regolarizzata.

di Francesco Madeo (Il Quotidiano della Calabria)