CGIL-CISL -UIL Area Urbana Corigliano-Rossano, da tempo si battono per la realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide

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   CGIL-CISL -UIL Area Urbana Corigliano-Rossano, da tempo si battono per la realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide: a tale scopo, sollecitano l’immediata nomina della Commissione che dovrà valutare le proposte progettuali pervenute, che sappiamo essere in numero di 4, allo scopo di accelerare l’affidamento della fase esecutiva.

   Abbiamo espresso, e ribadiamo, il nostro giudizio altamente negativo rispetto alla distribuzione del numero di posti-letto nel territorio della Sibaritide, che risulta oltremodo penalizzata rispetto al numero di abitanti nonché alle prestazioni attualmente in essere.  In attesa della realizzazione del nuovo Ospedale, riteniamo che l’offerta sanitaria territoriale debba essere garantita. Il processo di riconversione delle strutture ospedaliere di Cariati e Trebisacce procede in maniera lenta e contraddittoria: infatti, alla chiusura di unità operative non è seguito il potenziamento delle strutture ospedaliere di Corigliano e Rossano, che presentano oggi una situazione di estrema criticità, con disfunzioni gravissime nell’offerta sanitaria, in termini di carenza di personale, attrezzature e posti letto. Il tutto determina un intollerabile allungamento delle liste di attesa per le prestazioni, e lunghi tempi di attesa nei pronti soccorso in conseguenza della carenza di posti letto.

   Ad oggi, CGIL-CISL-UIL registrano tale situazione: a Corigliano, l’unità operativa di Neurologia è ancora chiusa e svolge solo funzioni ambulatoriali; l’unità operativa di Otorinolaringoiatria, non può svolgere le sue attività di ricovero e operatorie; i servizi di Radiologia degli Ospedali di Rossano e Corigliano hanno dovuto interrompere gli esami TAC e Risonanza magnetica, perché le macchine sono rotte; la Cardiologia dell’Ospedale di Rossano non è in grado di eseguire ecocardiografi, perché l’elettrocardiogramma non funziona da oltre sei mesi. Come se non bastasse, registriamo liste di attesa con tempi medi d’attesa intollerabili: solo a titolo di esempio, all’Ospedale di Rossano per un’ecografia del capo e del collo bisogna attendere 320 giorni; per un’ecografia mammaria 280 giorni; per ecografia del fegato e vie biliari, 270 giorni; a Corigliano, per un ecodoppler cardiologico si attendono circa 350 giorni; mentre per una visita angiologica bisogna aspettare 245 giorni.

   I dati sopra elencati, ufficialmente comunicati dall’ASP, fotografano la situazione al 15 novembre scorso: essi testimoniano in tutta evidenza le forti criticità e le disfunzioni dell’offerta sanitaria territoriale, in ragione di un incremento del bacino d’utenza dovuto allo smantellamento dei nosocomi di Trebisacce e di Cariati, non preceduto da un adeguato potenziamento degli Ospedali di Corigliano e Rossano. CGIL-CISL-UIL denunciano questa grave situazione, e chiedono alle rappresentanze politiche e istituzionali del territorio, di farsi carico del dovere di rappresentanza degli interessi e dei bisogni del territorio, iniziando dal diritto alla salute, costituzionalmente sancito ma puntualmente mortificato. Con l’attuale stato di cose, i Cittadini sono costretti a rivolgersi all’offerta sanitaria privata, sostenendo costi sensibilmente superiori in un momento economico già particolarmente difficile, mentre la sanità pubblica continua a subire una pesante mortificazione, senza apprezzabili risultati economici. 

di CGIL – Cisl – Uil  Area Urbana Corigliano-Rossano

Vincenzo Casciaro – Giuseppe Lavia – Luciano Campilongo