Continua la diaspora all’interno del Pd di Longobucco, dopo la definizione delle formazioni elettorali in vista delle elezioni comunali del 6 e 7 maggio 2012 che vedranno contrapposti il sindaco uscente Luigi Stasi in una lista del Pd e l’attuale capogruppo di minoranza, Eugenio Celestino, appoggiato da una lista civica formata dai “Giovani di Longobucco e frazioni”, Udc, Socialisti, Udeur, Pdl, e parte dello stesso Pd costituitosi nel gruppo “Democratici fino in fondo”.
Gli iscritti e dirigenti del Pd confluiti nel gruppo “Democratici fino in fondo”, non hanno accettato la linea del partito di ricandidare a tutti i costi il sindaco uscente Stasi, ed hanno attaccato duramente le scelte del partito e ribattuto alle recenti critiche dell’uscente primo cittadino. «Solo alla luce del gran rifiuto del Pd, abbiamo discusso e deciso all’unanimità la scelta di Eugenio Celestino quale candidato sindaco – spiegano i “Democratici fino in fondo” – ritenendo la stessa non paragonabile a quella del sindaco uscente Stasi (navigato uomo politico, burocrate, nell’apparato dei partiti da quasi 40 anni) con quella di Celestino, espressione del mondo giovanile che ha dimostrato con i fatti le proprie capacità amministrative pur avendo ricoperto nell’ultima consiliatura ruoli d’opposizione.
«Circa la polemica sollevata sul nostro gruppo – affermano ancora i “Democratici fino in fondo” – ricordiamo a chi ha vuoti di memoria, tipico di chi sente che il terreno del consenso frana sotto i propri piedi, le varie proposte fatte da tutti i componenti dell’alleanza al Pd, quella di chiedere ai due contendenti un passo indietro per favorire candidature che potessero unire le forze politiche e la comunità, proposta sempre rifiutata dallo stesso Pd, anzi, dalla maggioranza del suo comitato direttivo mai eletto da nessun organo democratico del partito. Circa le cose fatte o inventate dalla passata amministrazione – concludono i “Democratici fino in fondo” – riteniamo rappresentino il solito “bla bla bla” di una classe politica povera di idee, progetti e iniziative, incapace perfino di produrre alla fine del proprio mandato anche un minimo di rendiconto amministrativo».
di Giovanni De Simone ( Calabria ora)