Tutto il Basso Jonio cosentino si è imbiancata da un confine all’altro. La neve, da ormai oltre 48 ore, continua a cadere impetuosa e senza tregua, aumentando i disagi per la popolazione. C’è neve sul versante costiero del Pollino e sulle alture della Sila greca, risparmiati dalla coltre bianca, ma sicuramente non dal freddo glaciale, i paesi costieri, quelli della piana di Sibari e le due città dell’Area urbana Corigliano- Rossano.
La macchina dei soccorsi funziona a sprazzi ed è sembrata non del tutto preparata ad affrontare questo tipo di emergenza. Tant’è che molti dei centri montani oltre i 600 metri rimangono isolati sia sul Pollino che in Sila. Si passa dai 10 centimetri di neve di Rocca imperiale per finire al metro e mezzo di Alessandria del Carretto, questo sul versante nord. Non se la passano meglio a sud, sull’area collinare compresa tra Rossano e Cariati dove le“misure” lievitano: sia perché l’intero bacino è esposto a tramontana (incamerando a la perturbazione), sia perché i primi interventi sono arrivati in ritardo.
Si passa così dai 40/50 centimetri di Cropalati e Paludi per finire ai circa due metri di Longobucco e Bocchigliero. Tanti i centri ancora isolati, e senza corrente elettrica: Nocara, Alessandria del Carretto, Castroregio, e ancora Longobucco, Bocchigliero, Campana, Mandatoriccio. Grande preoccupazione per i cittadini sottoposti a terapie intensive, come i dializzati. I tre ospedali dello Jonio che forniscono il ser- vizio di emodialisi (Rossano, Cariati e Trebisacce), infatti, hanno effettuato turni straordinari per garantire il servizio agli utenti che hanno avuto difficoltà a raggiungere i presidi.
Stesso dicasi per i tanti volontari della croce rossa e delle associazioni di mutuo soccorso che non hanno lesinato energie per dare sollievo e aiuto ai cittadini in difficoltà. Eroica l’esperienza dei volontari della Misericordia di Trebisacce che con l’aiuto dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, hanno soccorso un dializzato di Nocara, poi trasferito al “Chidichimo” per la seduta di terapia. L’uomo per la notte è stato ospitato nella struttura ospedaliera. Ancora, gli agenti del Corpo forestale dello Stato di Rossano sono intervenuti in località Ceradonna dove hanno recuperato cinque persone rimaste bloccate a causa delle condizioni del tempo. Si tratta di una coppia di anziani e un’altra giovane coppia con un bimbo. I cinque sono stati trasportati presso il Centro operativo misto comunale della Protezione Civile. Le situazioni più critiche, però, continuano a permanere nei centri di alta quota. A Paludi, causa la neve sono crollati sei lotti, adibiti a stalla, di un’importante azienda agricola, dove sono morti diversi capi di bestiame.
A Longobucco (nella Sila greca), dopo l’alluvione del 2009, è ritornato l’incubo dell’isolamento. Il paese non è raggiungibile via terra, mentre buona parte dell’abitato è al buio, senza elettricità, a causa di alcuni guasti verificatisi sulla linea di approvvigionamento energetico. Peggio a Bocchigliero e Campana, due paesi ritornati d’un colpo cent’anni indietro: manca totalmente l’energia elettrica (un problema per quei tanti che utilizzano il termocamino), scarseggiano le provviste, le strade sono invase dalla neve.
A proposito, il comune di Bocchigliero qualche anno addietro si era dotato di uno spala neve, proprio per farsi trovare pronto a questo tipo di esigenze: è stato rubato! Insomma, scenari apocalittici e al limite del surreale. Ma se la coltre bianca è risultata essere una calamità per il nord-est della Calabria, e non solo; per alcuni paesi di questa area, invece, è stata quasi una manna dal cielo. Vedi Saracena. Qui le nevicate, fa sapere il sindaco Gagliardi, non soltanto non stanno determinando alcun disagio, al centro abitato ed alla montagna, «ma a queste latitudini vengono anzi attese, preventivate, gestite e vissute con gioia ed anche con soddisfazione per la massima funzionalità turistico-invernale di Novacco.
di Marco le Fosse (Calabria ora)