Sono milioni di euro i soldi che lo stato deve rimborsare a tutti quei cittadini che hanno pagato ingiustamente il 10% di iva sulla tassa dei rifiuti. Vediamo come funziona, chi può farne richiesta e a chi rivolgersi. Come si legge dalle note ufficiali presenti sul sito di Federconsumatori, «a partire dal 1999 molti comuni hanno sostituito la tassa smaltimento rifiuti, la Tarsu, con la Tia, la tariffa di igiene ambientale, come definito dall’art. 49 del D.lgs. n. 22 del 1997 (il cosiddetto Decreto Ronchi) e dal dpr n. 158/1999.
Il calcolo del pagamento della Tarsu è effettuato sulla base dei metri quadrati del proprio immobile, nel caso della Tia, invece, la tariffa è determinata in base ai rifiuti effettivamente prodotti. Con il passaggio da tassa a tariffa, è divenuto possibile applicare su quest’ultima l’Iva al 10%, fino alla dichiarazione della Corte costituzionale del luglio 2009, che con la sentenza n. 238 ha stabilito che la Tia è una “tassa” e non una “tariffa”, pertanto, sulla stessa non è applicabile l’Iva. Sono oltre 6 milioni le famiglie residenti in circa 2000 comuni italiani, che, dal 1999 al 2008, hanno dovuto pagare l’Iva “di troppo” sulla tassa dei rifiuti, e che oggi devono avere indietro quanto versato in più del dovuto».
Secondo quanto indicato dall’ultimo rapporto Apat, è stimabile che, tra famiglie ed aziende, la partita viaggi intorno ai 200-230 milioni di euro all’anno. Per essere rimborsati bisogna avere tutte le ricevute di pagamento relative alla Tia e controllare se davvero si è pagato il 10% di Iva. Per gli aventi diritto basterà recarsi presso uno degli sportelli della Federconsumatori dislocati su tutto il territorio nazionale, dove potranno compilare degli appositi moduli e dove riceveranno tutta l’assistenza necessaria.
Ora andiamo alla situazione di comuni come Mirto e simili. Qui ancora si paga la vecchia Tarsu, non essendoci la raccolta differenziata, e di conseguenza non si ha diritto ad alcun tipo di rimborso. Chiunque abbia con sé i bollettini della Tarsu pagati e le matrici delle bollette stesse, deve controllare se è specificato se ci sia stato o meno il pagamento dell’Iva del 10%. In tal caso ci si può rivolgere all’ufficio Federconsumatori della zona che sapranno risolvere la questione.
di Teresa Parrilla (Calabria ora)