Pezza, eretta con la elemosina dei fedeli, così come le altre chiese site lungo il Fiume Trionto. Si arricchisce dunque di un pezzo storico di Longobucco e delle sue tradizioni religiose la mostra realizzata e curata dall’ ufficio CISP (Calabria Internet Social Point) -Frammenti di storia- custoditi gelosamente nell’incantevole ex Convento dei frati Francescani Riformati (1615) a disposizione del continuo pellegrinaggio di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. “Le campane –comunica l’ufficio Cisp Calabria Social Point-fanno parte della nostra tradizione non solo religiosa, ma anche folkloristica, e popolare.
Una campana dove vi si possono leggere alcune incisioni tra le quali una data certa ed incontrovertibile A.D. 1673, fusa dai fonditori dell’epoca, la famiglia Palmieri, come si evince dalla stessa. Inoltre il gancio trilobato, sulla testa quattro anelli e iscrizione, la Madonna con Bambino e Croce con simboli. Sulla sommità del battente cinque anelli, due sul bordo. Il legno dell’armatura che sorregge la campana rappresenta il legno della croce di Cristo; infine il ferro che unisce la campana al legno rappresenta la carità del predicatore.
Una Chiesa, quella di Sant’Antonio da Padova –è scritto nella nota- il Santo più venerato al mondo vissuto nel 1200, punto di riferimento per i viandanti che valicavano l’unica strada del tempo lungo il Trionto e che risalivano il fiume verso il centro abitato richiamati dal rintocco della campana che dava loro il benvenuto. Tutto questo fino al 1890 data della costruzione dell’attuale statale 177”. Il 1600 a Longobucco è stato contrassegnato da decenni di prosperità grazie ad una economia imperniata sullo sfruttamento delle miniere, sull’agricoltura, sulla coltura del baco da seta attraverso i molti appezzamenti terreni con piante di gelso, sull’artigianato, sul taglio dei pini in Sila e sulla pastorizia. La seconda metà nonostante la laboriosità delle genti longobucchesi si registra un aumento della miseria con generale regresso della popolazione, da qui il bisogno, la ricerca di nuova speranza anche attraverso l’erezione di chiese come quella di Sant’Antonio da Padova in località Pezza.
di Francesco Madeo (il Quotidiano della Calabria)